Parlando del debutto di Silent Hill su PSP, William Oertel fa luce sulla tetra e minacciosa città scelta come ambientazione da Konami.
William Oertel è un produttore dell'ufficio Konami Digital Entertainment di Los Angeles. Nei suoi tre anni all'interno dell'azienda, ha realizzato The Silent Hill Experience, Silent Hill Origins per PSP e ora Silent Hill V.
Potresti raccontare Silent Hill a chi non conosce il gioco e la sua ambientazione?
Silent Hill è un gioco survival horror iniziato otto anni fa con il primo episodio per PS one. Da allora, sono usciti altri tre titoli, l'ultimo dei quali è stato Silent Hill Origins.
La serie si svolge nella misteriosa città di Silent Hill e nei suoi dintorni. La ragione del suo grande successo di pubblico sta proprio negli scenari suggestivi. Grazie alla profondità e alle sfumature delle immagini, combinate con richiami al cinema statunitense e a eminenti autori di letteratura psicologica, gli appassionati possono veramente apprezzare la ricchezza di dettagli di cui è permeato ogni capitolo.
Il carattere estremamente interessante dei personaggi rende la trama molto avvincente, creando una forte sintonia con il giocatore, che a sua volta proverà le stesse sensazioni di paura e orrore.
Cosa ha spinto Konami a fare di Silent Hill un'esclusiva per PSP? C'è stato qualche aspetto del sistema PSP che lo rendeva particolarmente adeguato?
L'innovazione è sempre stata una peculiarità di Konami. Considerando l'hardware, non è scontato che questo tipo di gioco possa funzionare su PSP. Ad ogni modo, la potenza di questo dispositivo è stupefacente e per questo crediamo di poter sbalordire il pubblico con qualcosa di unico e rivoluzionario. Dopo i risultati ottenuti con Origins, credo che otterremo lo stesso successo, ma in versione portatile: è questa la vera differenza e novità.
Quali sono state le sfide implicate nella creazione di una trama che va oltre gli standard consolidati di Silent Hill?
Pur seguendo il filo conduttore originario, la trama della serie Silent Hill ha subito diverse evoluzioni. Silent Hill 2 ha segnato una svolta nella percezione di Silent Hill e dei suoi protagonisti. Inoltre, la serie affonda profondamente le sue radici nel mistero, perciò vi sono sempre aspetti volutamente inesplicabili. Proprio per questo motivo, abbiamo cercato di mantenere una forte coerenza con gli episodi precedenti.
E qui è subentrata un'altra dura prova per noi: perpetuare gli elementi portanti di Silent Hill 2, come la correlazione tra le sfide pratiche del personaggio e la sua lotta interiore. Con Origins, credo che siamo riusciti a cogliere nel segno.
Travis Grady, personaggio principale di Origins, è davvero così diverso dai suoi predecessori della serie Silent Hill? Puoi parlarci di lui e di come è nato?
La diversità di Travis rispetto ai personaggi visti nei precedenti titoli è totalmente premeditata. Sapevo fin dall'inizio di volere un personaggio speciale, un diamante grezzo. Negli altri capitoli, i personaggi erano dei libri aperti: non li rinnego di certo, ma stavolta abbiamo decisamente cambiato orientamento. Travis ha una personalità molto ben definita, che abbiamo voluto mantenere per tutta la durata del gioco. Come ho già accennato, il gioco ha molte sfumature che, offrendo degli spunti di riflessione sulla concretezza della quotidianità e sulle sfide della vita, ci permettono di comprendere la vera essenza di Travis. Ma è solo la punta dell'iceberg. Il suo carattere viscerale e complesso, così realistico, smentisce qualsiasi preconcetto relativo alla sua professione di camionista.
Origins parla, per l'appunto, di un ritorno alle origini: scopriremo finalmente i segreti Silent Hill?
Certo. La storia corre sul filo degli eventi passati, con un intreccio particolarmente marcato con il primissimo gioco Silent Hill. A questo scopo, incontreremo Alessa, Dhalia, Kaufmann e Lisa. Travis potrà parlare con loro, esplorare la città e svelare dei segreti, che non voglio anticipare per lasciare ai giocatori il piacere della sorpresa.
In ogni caso, il bello di Silent Hill è l'elemento che accomuna tutte le storie di mistero: l'incertezza. Il giocatore a deve imparare a interpretare degli indizi e poi giocare bene le sue carte. Se vogliamo, somiglia all'arte, nel senso che tu ne sei l'unico artefice, grazie alle tue idee e alle tue esperienze personali.
Cosa ha in serbo Silent Hill per il futuro?
Beh, in Silent Hill Origins abbiamo voluto spiegare come tutto è iniziato, ora stiamo lavorando a Silent Hill V, per vedere come andrà a finire...
| Data di pubblicazione: | 18/09/07 |
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| Categoria: | News |
