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Ted Price di Insomniac ci trasporta in un XX secolo alternativo nell'esordio su PlayStation 3 della casa sviluppatrice.
Insomniac è lo studio che ha dato i natali a eroi cartooneschi dai colori vivaci, che abbiamo amato sin dai tempi di PS one, come quelli di Spyro the Dragon e della più recente serie Ratchet & Clank per PlayStation 2. Tuttavia, Resistance: Fall of Man, lo sparatutto in prima persona maturo e sanguinario che accompagnerà il lancio di PlayStation 3, sembra prendere una direzione totalmente opposta dal genere caro a Insomniac.
Com'è stato accolto dal team il discostamento dall'umorismo in stile Ratchet? "Bene!" risponde Ted, spiegandoci che "in molti a Insomniac siamo grandi fan degli sparatutto in prima persona (FPS), fin dai tempi di Disruptor [il primo titolo dello studio, sparatutto per PS one]". Su questo non ci sono dubbi: vedendo Resistance in azione, sembra che la casa si sia davvero divertita a creare questo gioco spietato, sfruttando al meglio le potenzialità dello schermo ad alta definizione.
La minaccia della chimera
In un mondo ambientato nel 1951 in una dimensione storica alternativa, una razza misteriosa, nota col nome di "Chimera" ha decimato l'umanità, insediandosi in Asia ed Europa fino ad approdare ai lidi inglesi. Alla stregua del contingente statunitense, l'esercito britannico combatte contro la minacciosa razza chimera, ma è giunto ormai allo stremo delle proprie forze. L'unico barlume di speranza è rappresentato dal gruppo della Resistenza. Giocherai nei panni del sopravissuto Nathan Hale, un ranger americano che si unisce al gruppo.
La dimensione parallela in cui la trama si dipana fa da sfondo intrigante a uno sparatutto che si preannuncia particolarmente intenso. La dovizia di particolari e la fluidità della grafica, testimoniano come Insomniac abbia saputo sfruttare con maestria le potenzialità della nuova PS3.
Price è ovviamente molto soddisfatto del lavoro svolto e attribuisce gran parte del merito di tanta ricchezza di dettagli al processore multi-core Cell, che pulsa dentro la PS3. Ciascun chip del processore Cell annovera infatti ben 7 nuclei operativi e, citando Price, "ciascuno rappresenta possibilità infinite." In pratica, ciascun "core" può gestire un particolare aspetto del gioco, fisica, IA, grafica e così via, e il risultato è la possibilità di arricchire l'azione come e quanto si desidera.
Resistance farà faville e preannuncia un futuro roseo dei giochi per PS3 che è solo agli albori. "Secondo me" dichiara Ted, "la differenza tra PS3 e altre piattaforme è al momento abissale e col passare del tempo diventerà ancora più evidente."
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| Data di pubblicazione: | 01/11/06 |
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| Categoria: | News |

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