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F.E.A.R. ha dato nuovo slancio al genere sparatutto grazie alla fusione di momenti horror che regalano brividi intensi e combattimenti avvincenti. Il sequel è ora pronto. Pensi non ci sia nulla da temere con Project Origin? Niente di più sbagliato.
Quando F.E.A.R.: First Encounter Assault Recon uscì su PlayStation 3, l'efficace commistione di azione sparatutto ed elementi horror regalò un'azione di gioco spettacolare degna dei migliori titoli di questo genere. Emozioni forti e sparatorie in grande stile Non stupisce, dunque, che gli ingredienti di questo sequel non siano cambiati, anche se li ritroviamo in questo nuovo capitolo elevati all'ennesima potenza, in modo da offrire un'azione ancora più al cardiopalma.
Non puoi sfuggire alla paura
Elementi sovrannaturali e azione in stile film hollywoodiano sono gli elementi che caratterizzano F.E.A.R.2: Project Origin, che presenta una trama che riprende quella del primo titolo della serie. Nella città divenuta teatro di morte e distruzione durante l'esplosivo climax di F.E.A.R., assisterai all'ultima mezz'ora degli eventi impersonando la recluta di un corpo specializzato che è alla ricerca dei responsabili dei terribili esperimenti che hanno causato il disastro.
Dietro al clima di incertezza e di minaccia spirituale si nasconde Alma, la spaventosa ragazzina vittima degli esperimenti finalizzati alla creazione di soldati dai poteri psichici straordinari. Le sue doti terrificanti, che minacciano tutto ciò che si trova intorno a lei, costituiscono l'elemento essenziale dell'atmosfera da brivido di Project Origin, cui si aggiungono altre terribili insidie sovrannaturali che attendono il giocatore nell'ombra.
Dal punto di vista dell'azione di gioco, il giocatore raccoglie un'arma, affronta nemici più o meno tecnologicamente dotati e spaventosi e ogni tanto viene colto da un brivido di terrore provocato da un evento sinistro.
Tanta paura
Come potresti aspettarti da un gioco dall'ambientazione sinistra e che offre momenti di puro terrore, Project Origin appaga l'occhio, e non soltanto dal punto di vista della trama. L'intelligenza artificiale è stata infatti migliorata per i nemici da affrontare sul campo da battaglia, così da rendere i combattimenti ancora più intensi e imprevedibili.
"È estremamente importante per noi dare al giocatore la possibilità di plasmare l'esperienza di combattimento," afferma Dave Matthews, Primary Art Lead della casa di sviluppo Monolith, spiegando in che modo l'IA si adatta alle azioni del giocatore. "Nel cercare di svilupparne l'intelligenza, abbiamo reso i nemici più consapevoli del loro interagire con l'ambiente e allo stesso tempo abbiamo fatto in modo che l'ambiente stesso offrisse opportunità di combattimento da cui trarre vantaggio. Vogliamo che il giocatore stesso possa sfruttare queste stesse opportunità e a questo proposito abbiamo dato fondo a tutte le nostre risorse di intelligenza artificiale."
In questo modo sia i nemici che il giocatore sono in grado di rovesciare oggetti e di utilizzarli come riparo, nonché di distruggere l'ambiente e modificare al volo la propria strategia tattica. Allo stesso modo, mentre sei nascosto i nemici cercheranno di sparare a oggetti potenzialmente esplosivi nelle tue vicinanze, ti lanceranno granate mentre sei al riparo e tenteranno di trovare un punto debole della tua copertura per attaccarti. Se dai loro fuoco trasformandoli in proprie torce umane, inoltre, i nemici lasceranno cadere le armi e cercheranno di spegnere le fiamme. Se dovessero sopravvivere, poi, sfodereranno un'arma nascosta o abbandonata e si vendicheranno.
Macchina da guerra
Oltre alle armi, potrai utilizzare nei diversi ambienti anche la Elite Powered Armour (EPA). L'EPA è un'armatura meccanica inizialmente in mano ai nemici che, mentre sei nascosto, ti scaraventerà contro una pioggia di proiettili creando evidenti ostacoli alla tua avanzata. Una volta che te ne sei impossessato, però, potrai manovrarla, causando a tua volta un bel po' di distruzione.
E non preoccuparti di danneggiare questo gioiello tecnologico, dal momento che l'EPA è in grado di autoripararsi e mentre lo fa ti ricatapulta nello spazio di combattimento. "Ti ritrovi nello stesso punto e nella medesima situazione, ma senza armatura e con armi diverse", ci spiega Matthews.
E, come sottolinea Matthews mentre traccia lo sviluppo dell'esperienza di gioco di Project Origin, il punto è proprio questo: ti troverai ad affrontare una nuova serie di problemi, dato che hai già subito danni ingenti e ti ritrovi in un ambiente tutt'altro che sicuro senza la tua armatura.
Musica inquietante per le tue orecchie...
Il titolo ha inoltre raggiunto il delicato equilibrio tra elementi horror e azione di grande impatto. "Gli aspetti horror sono importanti quanto quelli che definiscono l'azione," afferma Matthews. "Per F.E.A.R. ci siamo ispirati principalmente all'horror giapponese, genere in cui spesso gli elementi più raccapriccianti vengono forniti senza un contesto, in modo da costruire lentamente la suspence e spiazzare lo spettatore. È solo in un dato momento, infatti, che il quadro degli eventi si manifesta in tutta la sua sconcertante chiarezza.
"Abbiamo trasferito questa filosofia anche nei combattimenti. Nel primo F.E.A.R. l'atmosfera era molto tesa e claustrofobica e dopo l'uscita sul mercato ci siamo resi conto che forse poteva essere un po' troppo torbida per il giocatore. Abbiamo quindi iniziato a lavorare sullo spazio di combattimento, il che ci ha fornito un'importante opportunità per cambiare alcuni elementi di base. Ora, infatti, alcuni momenti di tensione sono attenuati, così da far provare al giocatore un falso senso di sicurezza.
"Ci serviamo delle dinamiche di combattimento e degli elementi esplorativi per alternare questi momenti poco prevedibili ad altri in cui qualcosa di sinistro è nell'aria; è a questo punto che sorprendiamo il giocatore proponendogli un sano momento di terrore prima che se lo aspetti. Volevamo che questi momenti dal forte impatto emotivo si ritrovassero in Project Origin."
Tieni la paura sotto controllo
Grazie alla sua efficace miscela di stili e generi diversi, F.E.A.R.2: Project Origin dimostra di essere un gioco decisamente coinvolgente. Nonostante i numerosi momenti ad alta tensione, Matthews è dell'opinione che il risultato finale sia un'esperienza stimolante per il giocatore. "Vogliamo creare momenti di grande tensione", ci spiega. "Creare scene epiche e altamente drammatiche aiuta a sviluppare nel giocatore la consapevolezza di aver un ruolo importante all'interno del gioco."
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| Data di pubblicazione: | 19/01/09 |
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| Categoria: | News |

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